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Nella vicenda che ci occupa e che riempie le pagine dei giornali bolognesi negli ultimi giorni, alludo al dissesto strutturale sempre più marcato del secolare Convento di Monte Paolo del Colle dell’Osservanza di Bologna, di proprietà dei frati minori francescani della Provincia Sant’Antonio del Nord Italia, si sentono, come è fisiologico in questi casi, voci contrastanti e anche dichiarazioni davvero inattendibili.
Come tanti altri Conventi italiani, patrimonio culturale e religioso di questo nostro bellissimo Paese, anche Monte Paolo dell’ Osservanza dei frati minori, una vera e propria icona della città di Bologna , soffre dei mali del nostro tempo: mancanza di vocazioni, conseguente progressiva riduzione numerica dei religiosi, mancanza di fondi finanziari per la manutenzione straordinaria ma anche ordinaria di questi onerosi complessi.
Mi occupo con il mio studio legale da oltre 30 anni di questioni inerenti i Beni e le Opere degli Enti ecclesiastici e so bene che, in questi casi, il primo soggetto a soffrirne è proprio l’Ordine religioso che ne è lo storico proprietario e gestore.
Tanto che, ove ve ne siano state le condizioni e con il supporto degli enti pubblici territoriali e il placet delle Diocesi competenti, ho partecipato o coordinato come avvocato e consulente legale decine e decine di operazioni straordinarie di riconversione o di alienazione di Conventi di svariate Congregazioni su tutto il territorio nazionale, andando a realizzarvi sovente studentati, musei o siti per attività ricreative e culturali per la cittadinanza tutta.
E allora, quando sento parlare strumentalmente di “operazioni di speculazione edilizia” in capo ad un Ordine – come quello dei frati minori – che nasce e ha il suo carisma fondazionale e missionario nella “Regola di San Francesco”, e di quello vive, ogni giorno, tra mille difficoltà, facendo tanto Bene e dispensando tanto Amore, nella mia sana inquietudine, proprio non ci sto.

avv. Andrea Montanari, managing coordinator

Studio legale e Network di avvocati Laeta ius